Test Materassi “Altroconsumo”

Test Materassi “Altroconsumo”

Il rischio più grande per chi si appresta ad acquistare un nuovo materasso è quello di cadere nelle più svariate banializzazioni, il test materassi di “Altroconsumo” ne è un esempio lampante condito da tantissime imprecisioni, di seguito cercherò di fare un po’ di chiarezza riportando alcuni esempi.

Test materassi “Altroconsumo”

Altroconsumo scrive:

Per chi dorme in posizione supina, steso sulla schiena, un materasso più rigido che dia il giusto sostegno alla colonna è la scelta migliore. Chi dorme sul fianco può invece optare per un materasso meno rigido, che permetta alla spalla di sprofondare un po’ per consentire una posizione confortevole.

A dire il vero la rigidità non c’entra niente con l’accoglienza e l’ergonomia, cioè la capacità del materasso di seguire le forme del corpo e quindi anche di accogliere la spalla.
Un materasso morbido ma poco ergonomico accoglierà meno la spalla di uno più sostenuto ma più ergonomico.
Se ci distendiamo supini diamo al peso del corpo un’area di appoggio molto più ampia rispetto a quando ci corichiamo di lato, quindi essendo il peso sempre lo stesso, quando siamo sul fianco creiamo una pressione pari al triplo rispetto alla posizione supina. In teoria a pancia in su un materasso più morbido  sostiene bene comunque, mentre sul fianco potrebbe essere troppo cedevole perchè lo comprimiamo di più, se prendiamo ad esempio un materasso a molle tradizionali e uno in memory di pari rigidità che quello in memory accoglierà molto meglio la spalla.

Altroconsumo scrive riguardo ai materassi il lattice:

I materassi di questo materiale offrono in genere un sostegno abbastanza rigido ma al contempo sono molto flessibili e si adattano ai contorni del corpo distribuendo la pressione in modo uniforme. Questi modelli sono ideali per chi si muove molto nel sonno, perché il lattice assorbe efficacemente e rapidamente i movimenti del corpo, favorendo un sonno ininterrotto e riposante.

Esistono materassi in lattice rigidi e morbidi, ci sono diversi sistemi costruttivi (Talalay, in continuo, ecc.) e la rigidità dipende da una serie di fattori che sono controllabili a livello di produzione.
Non tutti i materassi i lattice sono sostenuti, anzi, quando il lattice ancora era un prodotto che aveva logica nella costruzione dei materassi, esistevano prodotti molto accoglienti. Un materiale ad alta elasticità come il lattice crea il famoso “rimbalzo” e come logica vuole non assorbe i movimenti del corpo ma li facilita.

Altroconsumo scrive riguardo ai materassi in memory:

Con questo materiale la circolazione dell’aria è generalmente inferiore, quindi il calore del corpo tende a rimanere imprigionato nel materasso, il che li rende adatti a persone freddolose o a climi rigidi.

Banalità clamorosa, prima di tutto esistono 100.000 tipologie di memory e soprattutto ci sono memory ed espansi che sono decisamente più traspiranti del lattice, infatti il lattice è si un naturale smaltitore dell’umidità corporea, ma solo per caduta, mentre gli espansi di qualità più moderni la smaltiscono anche lateralmente.

Altroconsumo scrive riguardo ai materassi a molle:

Il cuore del materasso è formato da molle che garantiscono elasticità e solidità. Le molle consentono una buona aerazione e rendono questi materassi in genere adatti a chi suda molto e vive in aree molto calde d’estate.

Peccato che non si dorma direttamente sopra le molle, queste infatti per un discorso costruttivo vengono “inscatolate” all’interno di un box di espanso che di norma è meno traspirante dei materiali utilizzati nei materassi in memory/espanso, in più c’è il discorso fodera, che è quella che arriva più a contatto con la persona, se questa viene realizzata con materiali sintetici farà sicuramente più caldo di una realizzata in cotone, anche su un materasso a molle.

Test materassi “Altroconsumo”

Di seguito riporto il testo riferito alla prova che fecero nel 2014 se non sbaglio, che spiega perchè dovrebbero prestare più attenzione quando fanno certi studi.

Il test materassi “Altroconsumo” mostra come ormai tradizione una scarsissima conoscenza dell’argomento da parte di chi lo ha scritto, cosa che ovviamente si riflette nell’analisi fatta dei prodotti che si mostra approssimativa e fatta su parametri che poco o nulla hanno a che vedere con la qualità del riposo

Per prima cosa dobbiamo capire lo scopo “commerciale” di Altroconsumo.
Altro consumo vuole con i suoi test far risparmiare il consumatore dimostrando che tra il loro miglior acquisto e il top del mercato, inteso come costo, si può risparmiare una cifra importante dimostrando in questo modo l’importanza delle loro prove e giustificando quindi la loro esistenza ed i loro abbonamenti.

Per questo motivo i test paiono tarati per mettere in evidenza le caratteristiche di alcuni prodotti che non sono di fatto fondamentali sul mercato e non sono né indice di prestazione del prodotto né distintive della qualità.
Ovviamente se io confronto una utilitaria e una Ferrari solo in base ai consumi la prima vince a mani basse.

Per prima cosa possiamo notare che il parametro immagino fondamentale nell’acquisto del materasso, cioè il comfort è soggetto ad una chiara mistificazione.
Nella tabella riassuntiva troviamo infatti “comfort” che potrebbe essere inteso come comodità, mentre nella leggenda a quella voce viene fatto corrispondere il “comfort termico” che ovviamente è solo una parte del comfort del materasso e che con l’uso comune del termine comfort centra poco.

Tra i tanti punti discutibili sul test materassi “Altroconsumo” di seguito ve ne riporto alcuni, che mettono in evidenza, a mio parere, la poca attenzione posta nel realizzare il test se non la tendenziosità di alcune valutazioni

LE BASI DELLA PROVA DI ALTROCONSUMO.

La prova di Altroconsumo si basa su dei parametri atti a rispondere a quesiti ben precisi tra cui:

• E’ davvero stabile?
• Sostegno del corpo
• Se prende fuoco

Che sono francamente o mal interpretati o ininfluenti sull’uso normale di un materasso.

E’ davvero stabile?
Questo test ha una sua importanza ma è evidente a qualsiasi esperto del settore che è inutile quando si parla di materassi non a molle per le caratteristiche intrinseche delle schiume che rendono questa prova assolutamente inutile.
Le schiume infatti non trasmettono il moto da una parte all’altra del materasso e quindi non vedo il motivo di un test di questo genere, tanto che tutti i prodotti hanno superato brillantemente il test…

Sostegno del corpo
Nella prova non sono specificate le corporature prese in esame come “banco di prova dei prodotti” e questo a mio parere è già un limite ma, supponendo che la prova sia stata condotta con corporature differenti atte a coprire un range realistico di utenti, possiamo rilevare che il sostegno è uno dei fattori di prestazioni del materasso che di norma contrasta con la capacità ergonomica e l’accoglienza dello stesso.
Un buon materasso vanta un buon equilibrio tra questi fattori e non certo una prestazione massima in uno di essi che di certo penalizzerebbe gli altri.
Va inoltre rilevato come non si sia tenuto conto che di alcuni materassi presi in esame esistono differenti gradi di rigidità che sono adatti a sostenere pesi e corporature diversi. E’ ovvio che non avendo testato di questi prodotti entrambe le versioni, ma solo una di esse, queste saranno probabilmente risultate eccelse per alcune corporature e completamente errate per altre.
Per assurdo i prodotti realizzati in una sola rigidità, di norma media, pur non essendo eccelsi per nessuna corporatura si sono ben difesi su tutte.
In poche parole perfetti per nessuno sbagliati un po’ per tutti…
E’ intuitivo che chi sceglie un materasso lo sceglie in base alla propria corporatura e alle proprie esigenze ed è poco interessato al fatto che sia un prodotto eventualmente sbagliato per altri, come del resto si sceglie un numero di scarpe in base al proprio piede e non sulla media nazionale.

Se prende fuoco
Qui siamo all’assurdo. Chiunque lavori in questo campo sa che la resistenza alla fiamma è importante solo ed esclusivamente per il settore contract (cioè per gli alberghi) e non viene assolutamente valutato come positivo nel prodotto domestico poiché rendere un prodotto resistente alla fiamma significa usare materiali che vanno di norma a danneggiare la qualità del riposo o comunque pone limiti alla prestazione.
Questo costringe le aziende ad avere prodotti specifici e certificati per questo uso che ben si guardano dal consigliarli nel uso domestico anche perché di norma questi non soddisfano i requisiti di compatibilità con l’organismo umano, quindi di non nocività, fondamentale, con giusta ragione, nell’uso domestico quotidiano.

Testo materassi Altroconsumo

Premesso quanto sopra analizzo il testo

Altroconsumo scrive:
“Esiste il materasso in lattice naturale, ma anche in lattice sintetico. Sui prodotti dovrebbe essere indicata la dicitura esatta, ma il produttore non è obbligato a riportarla.”

La Circolare del Ministero delle Attività Produttive (n. 684 del 7 dicembre 2001) che dice al punto 3.1 “ Materasso tutto lattice o materasso 100% lattice: designa materassi che hanno un’anima unicamente di lattice di almeno 10 centimetri di spessore. Se l’anima include almeno l’85% di lattice di origine naturale l’indicazione supplementare “origine naturale” e’ la sola autorizzata.”
Questa dicitura è obbligatoria e se non è presente, il materasso non è in regola con le norme predette e non è quindi vero che non è obbligatoria!

Altroconsumo scrive:
“ Esiste anche una terza categoria, la schiuma di lattice, ottenuta mischiando dell’aria al lattice naturale e/o a quello sintetico. Tra l’uno e l’altro ci sono alcune differenze sostanziali”

Qualsiasi esperto ha ben chiaro che i materassi sono tutti realizzati in schiuma di lattice e non in lattice puro poiché la miscelazione con l’aria permette al lattice di avere la giusta densità (che si misura in peso/metro cubo e quindi si modifica appunto aggiungendo aria che modifica il peso a parità di volume) ed il giusto comfort per il riposo.
Tanto è che la legge predetta non pone questo tipo di distinzione essendo tra le altre cose irrilevante a livello di qualità del prodotto e nell’uso comune le due definizioni sono assimilate.

Altroconsumo distingue nelle diverse categorie di materasso in lattice scrivendo:
“Lattice al 100%”. Indica un materasso che ha un’anima (ovvero il cuore del materasso, che assicura il sostegno principale), unicamente di lattice, di almeno 10 centimetri di spessore.
“In lattice”. In questo caso il corpo centrale, costituito da due o più materiali differenti sovrapposti, deve avere uno strato di lattice alto come minimo 10 centimetri, inoltre questo materiale deve rappresentare almeno il 60% dell’anima del materasso

La circolare già citata dice, sempre al punto 3.1 “Materasso tutto lattice o materasso 100% lattice: designa materassi che hanno un’anima unicamente di lattice di almeno 10 centimetri di spessore.”
Chiaramente assimilando le due definizioni mentre Altroconsumo pone una distinzione inesistente.
Inoltre nel test materassi “Altroconsumo” include, come materasso di lattice un prodotto che avendo 6 cm di lattice su 20 totale di spessore, per la legge italiana non può essere considerato un materasso di lattice!
Segnalo inoltre che in questo test non è stato tenuto conto della fodera utilizzata per la prova in molti dei modelli considerati, e questo può aver condizionato molti aspetti del test.

Altroconsumo scrive
“Tutti i materassi in lattice sono indicati per chi ha esigenze di temperatura normali, mentre altri sono più adatti per le persone freddolose.”

Anche in questo caso non si tiene conto delle fodere oltre al fatto che non si capisce come le persone freddolose si debbano poi comportare d’estate se il materasso è caldo.
Va sottolineato che se il materasso è dotato di una fodera climatizzata, quindi con lato estivo e lato invernale, andava come minimo specificato quale lato è stato provato poiché questo condiziona in modo sostanziale il risultato.
Se risultasse caldo il materasso provato sul lato invernale di fatto, dovrebbe essere un pregio e non un difetto!

Altroconsumo scrive
“Un buon materasso deve isolare dal freddo nella stagione invernale e non deve assorbire troppo il calore in quella estiva. Non è risultato il punto forte dei modelli del test, anche se la sufficienza è sempre garantita.”

Non viene specificato su alcuni modelli con quale fodera è stato provato.
Poiché alcuni prodotti sono disponibili sia con fodera climatizzata che con fodere anallergiche il tipo di rivestimento usato per la prova rappresenta un valore rilevante.
Di norma infatti le fodera anallergiche sono meno performanti a livello climatico, di quelle climatizzate.
Come dal resto, come già detto, se un materasso viene testato sul lato estivo ha una performance diversa che sul lato invernale.

Altroconsumo scrive
“Elasticità, ovvero la capacità del materasso di affossarsi solo nell’area in cui è effettuata la pressione e non tutto intorno.”

Questa definizione è quantomeno discutibile poiché l’elasticità è la proprietà di un materiale di deformarsi sotto l’azione di uno stato di sollecitazione imposto (per esempio, a causa di forze esterne applicate) e poi di riacquistare la sua forma originale al venir meno della causa sollecitante.
Quindi è chiaro che l’elasticità non ha niente a che vedere con l’indipendenza della reazione e l’ergonomia del materasso, cioè la capacità di un materasso di reagire solo ove viene sollecitato.
Un materasso a molle ha una elasticità elevatissima ma, se parliamo di molleggio tradizionale ha una trasmissione del movimento da una parte all’altra del materasso, elevatissima!

Altro consumo scrive
Per verificare se il materasso regge il passare del tempo (10 anni) lo abbiamo sottoposto alla pressione di un rullo da 140 chili, che ha fatto avanti e indietro 30 mila volte. Alla fine della prova di durata abbiamo verificato i danni.

Questo test è molto discutibile perchè non tiene conto di alcuni fattori: ad esempio i materassi commercializzati sottovuoto sono sottoposti già nel confezionamento ad una elevata perdita percentuale di spessore.
Questo li agevola in sede di test poiché, essendo già “preconsumati” subiscono uno schiacciamento o una perdita di portanza inferiore.
Per spiegare il concetto uso un esempio numerico:
Se il materasso in partenza avesse avuto una rigidità di 10 e per assurdo, avesse perso mettendolo sottovuoto il 50% della stessa, passando ad un grado di rigidità 5, e se una volta sottoposto al test si fosse ridotta di un altro 20% passando a 4, risulterebbe migliore di un materasso con rigidità 10 di partenza, quindi pari al primo, che avendo perso il 40% della stessa durante il test si troverebbe a 6, quindi con una portanza residua superiore al primo campione ma con una perdita percentuale doppia!
Inoltre questa provano non tiene conto del comfort finale del materasso che le sole prestazioni “meccaniche” del prodotto non possono rendere. Di fatto non è stata analizzata la quantità “comodità del materasso” viene persa con il test ma semplicemente la perdita di portanza.

Da evidenziare che questo test non corrisponde alle norme uni iso 3385:1997, di norma adottate in questo genere di prove, che rappresenta la perdita percentuale di spessore di portanza subita da un campione dopo essere stato sottoposto a compressione del 50% rispetto allo spessore iniziale per 75.000 cicli con una frequenza di 60 cicli/minuto.
Non si capisce quindi la validità a livello sperimentale del test adottato da Altroconsumo.

Tra i fattori di valutazione viene indicato un parametro “memoria” che risulta alquanto confuso e pare una derivazione di un concetto di “memoria di forma” tipica dei prodotti in memory.
Premesso che questo niente ha a che vedere con i prodotti in lattice che in questo senso dovrebbero avere una capacità pari a zero, sembrerebbe in questo caso confusa con l’ergonomia.

Test materassi “Altroconsumo”

Test Materassi “Altroconsumo”

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